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2009: L’assemblea dei soci

RINNOVO DELLE CARICHE E INCREMENTO DEL FATTURATO
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Il giorno 30 gennaio u.s., i 150 Soci della Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano, hanno approvato all’unanimità, il bilancio 2008 e la relazione del Presidente uscente Benedetto Grechi. La successiva elezione per il triennio 2009-2011 ha visto la riconferma del Consiglio uscente, (con la sola dimissione volontaria del Consigliere Batistini Dino, sostituito da Brasini  Oreste). Anche il Collegio Sindacale si è visto riconfermato con la sola sostituzione di Aureli Paola che ha lasciato il posto a Morandini Mario.
pres3Il 13 febbraio il Consiglio ha formalizzato le cariche del Presidente  - confermato Benedetto Grechi - e del vicepresidente, Riccardo Fusini.

Nel complesso la Cantina ha compiuto un cosiderevole passo avanti: i dati di bilancio delle vendite dell’annata 2008 confrontati con quelli dell’annata 2007 evidenziano un aumento complessivo del fatturato di una percentuale pari al 12,34 %.
Infatti, mentre 7.137.745,64 € era il totale del venduto registrato nel 2007,  8.018.600,15 € è quello raggiunto nel 2008; cifre considerevoli registrate grazie all’aumentata vendita sia del vino sfuso che di quello imbottigliato. Per quanto riguarda il primo però la vendita è da considerarsi occasionale avendo, la Cantina, perseguito la scelta di smaltire tutto il vino a DOC in giacenza nei serbatoi, per far posto al nuovo prodotto a DOCG. Numeri in incremento, quindi, anche se il conferimento delle uve della vendemmia 2007 si è rivelato leggermente inferiore a quello della vendemmia 2006: 32.858,50 q.li contro i 33.979,50 q.li.
La liquidazione complessiva ai Soci è stata di 3.947.592,00 €, con punte vicine a 1,5 €/kg per le più pregiate uve di Morellino..

USCITA DAL CONSORZIO DEL MORELLINO

L’anno 2008 è stato altresì contrassegnato dall’uscita della Cantina Viticoltori dal Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano, motivata da 2 punti fondamentali. Il primo discende dal principio cosiddetto “erga omnes” che, secondo il parere della Cantina, potrebbe non garantire l’efficacia del lavoro, la trasparenza dei risultati e gli interessi di tutti i Produttori, ma semmai solo quelli di determinati gruppi di potere.
Il secondo motivo è legato alla rivendicazione della presidenza stessa del Consorzio che da parte della Cantina si ritiene sia stata oggetto di azione discriminatoria basata sulla insostenibile motivazione che una struttura cooperativa non sarebbe eticamente all’altezza di tale compito.
(Per dimostrare quanto sia tendenziosa questa tesi, basta ricordare  che il ben noto Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò Pavese, che ha in Milano il suo più importante mercato di riferimento, in cinquant’anni di istituzione come Ente di Tutela, ha visto lo scorso mese di agosto 2008 eleggere il nuovo Presidente, il quarto in ordine di tempo, ancora una volta espresso da una delle Cantine Sociali del territorio).

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